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Recensione di Dawn Stevens McGuinness Ispirato è una parola che tendiamo ad usare così tanto da averle fatto perdere molto del suo significato. Questo concetto mi è diventato molto più chiaro cercando di trovare una parola per definire adeguatamente il libro For Love of Life, e la sua autrice, Laura Scott Ferris.
Per essere onesta, ho letto il libro di Laura dopo averla incontrata. E’ difficile dire quale impatto abbia avuto il mio incontro con lei sulla mia interpretazione del suo libro, volevo che mi piacesse perché lei mi piaceva così tanto e il suo intervento era così … ispirato! Ma so che la mia amica Lisa aveva letto For Love of Life prima di me e continuava a parlarmi di questa donna straordinaria, e di come la sua storia le avesse aperto gli occhi su cosa si provi ad avere la Fibrosi Cistica, non solo fisicamente, ma anche emozionalmente. Lisa sembrava veramente entusiasta di questo libro, ed io ero curiosa di capire il perché. Oggi ci sono sempre più libri su persone che convivono
con la Fibrosi Cistica, e anche se da un lato questo può
essere positivo in un certo senso può essere anche fastidioso.
Alcuni scrittori sfruttano l’opportunità di crogiolarsi
nel sentimentalismo e nel dramma, francamente, non sopporto quei
libri, mi annoiano, mentre For Love of Life è una ventata
di freschezza perché è onesto e utile e non melenso
e lacrimevole. Se leggerete un solo libro nella vostra vita sulla Fibrosi Cistica dovrebbe essere senz’altro questo. Laura ci racconta della sua adozione e della straordinaria donna che diventò sua madre. Laura è cresciuta sentendosi speciale perché sa che la sua madre “adottiva” ha scelto proprio lei perché era convinta che essere la mamma della piccola Laura fosse il suo progetto Divino. Non c’è certo da stupirsi se più tardi nella sua vita, sua madre sarà la sua damigella d’onore. Quello che mi è piaciuto di For Love of Life è che pur non essendo moraleggiante o eccessivo, contiene una spiritualità e una fede che permea senza essere prepotente. Il libro è anche reale e familiare: Laura racconta di cosa provava quando era un’adolescente impacciata con le complicazioni causate dalla fibrosi cistica e definisce la pubertà come una “crisi d’identità che si è mossa dentro di me come un virus.” Descrive la sua prima storia d’amore e quanto può essere difficile lasciarsi andare e avvicinarsi alle persone e come quando lo fa, in molti si spaventano. Laura è un persona e come tutti noi a volte supera i propri
limiti: Per la prima volta era da sola durante l’internato
alla Cystic Fibrosis Foundation a Bethesda in Maryland, nel corso
del quale si sentì subito molto male. Il Presidente della
Fondazione Robert Dressing la chiamò nel suo ufficio e
le disse che non era pronta a stare da sola e che doveva tornare
a casa a meno che non riuscisse ad organizzarsi. Gradualmente si verifica un cambiamento in Laura, quando la sua priorità diventa la guarigione e pensare positivo. Sono rimasta molto colpita da come abbia cercato tenacemente di partecipare agli esperimenti per il DNAse, un farmaco che molti oggi danno per scontato. Questo capitolo mi ha ricordato non solo quanto siamo lontani in termini di cure e progressi, ma delle persone che si sono sacrificate e che hanno lavorato duramente per farci arrivare al punto in cui siamo oggi. Verso la fine del libro il cuore di Laura diventa protagonista: incontriamo l’amore della sua vita, Kent e conosciamo la sua determinazione ad entrare a fare parte del mondo di Laura. Non è sempre carino o romantico, ma è comunque fantastico. Scopriamo anche la storia del suo trapianto e la relazione incredibile che Laura ha creato non solo con la famiglia del proprio donatore, ma anche con il donatore stesso. Anche se qui il libro finisce, io sono sicura che proprio qui cominci una storia ancora più straordinaria di forza interiore e coraggio. Il giorno che ho incontrato Laura ero seduta dietro di lei prima che fosse presentata. Ero gelosa: che vita fantastica avere pubblicato un libro e viaggiare per tutto il mondo per promuoverlo e incontrare nuove persone. Risvegliata dal mio sogno ad occhi aperti, mentre Laura veniva presentata, ho visto che la madre si alzava e la accompagnava sostenendola per un gomito verso il palco. Poi ho osservato mentre Laura faceva scorrere le mani sul podio per trovare il microfono. Ero così assorta in me stessa che non avevo neanche notato che indossava occhiali da sole. Mio marito mi ha sussurrato: “Qualcuno mi ha detto che è cieca, ha perso la vista a causa del diabete.” Non ne avevo idea! E’ successo subito dopo la pubblicazione del suo libro. Mi sono vergognata di averla invidiata. Però, nonostante la sua cecità, nonostante le sue battaglie, invidierò sempre Laura, per la gioia interiore che trasuda e per quella tranquillità così difficile da spiegare. Non ho dubbi che anche oggi lei possa vedere molto più chiaramente e apprezzare la bellezza molto più di tante persone. Spero sinceramente che Laura condivida con altri la sua consapevolezza e la sua storia in futuro. C’è ancora molto da imparare da una stella così brillante. Nota dell’Editore: Dallo scorso aprile, i reni di Laura sono collassati a causa del Diabete Giovanile e dei farmaci antirigetto che ha assunto per nove anni. Cercherà di fare un trapianto di reni e pancreas e spera di entrare presto in lista a Chicago. Per avere una copia del suo libro, visitate www.Forloveoflife.org o scrivete all’autrice: Laura J. Scott Ferris, 541 S. Simms St., Lakewood, CO. 80228. Una percentuale dei proventi della vendita del libro sarà donata a organizzazioni non-profit che aiutano chi riceve un trapianto di organi e sensibilizzano il pubblico sulla donazione degli organi.” (US$ 10 più spese di spedizione US$ 3.80 per posta prioritaria o US$ 2 per posta ordinaria) ISBN 0-9709325-0-2 |