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Dawn Stevens McGuinness

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Elisa Pisani

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November 17, 2005

Respirare per vivere


Di Laura Rothenberg
Recensione a cura di Dawn Stevens McGuinness

Breathing for a Living

Respirare per vivere è il titolo giusto per questo toccante libro di Laura Rothenberg, perché proprio il fatto di respirare diventa il problema principale della vita dell'autrice.

E' un viaggio angosciante e terribilmente realistico all'interno della psiche di una giovane donna che sta cercando di portare a termine questa grande impresa: far fronte alla FC, alle sue complicazioni e allo stile di vita del college. Scritto per ricordare una delle sue lezioni alla Brown University, quando abbiamo incontrato per la prima volta Laura il giorno del suo diciannovesimo compleanno ammette di essere nel mezzo di una crisi di mezza età. Potrebbe sembrare un'affermazione melodrammatica, tuttavia come viene puntualizzato da lei stessa, per le persone malate di FC la mezza età è intorno ai 15 anni, quindi il suo esaurimento è avvenuto qualche anno dopo. Sembra uguale ad altri studenti della sua stessa età, da notare che è in grado di fare 30 vasche in piscina (a quel punto mi sono chiesto, "ho la stessa malattia?").Tuttavia a differenza dei suoi coetanei dice che "pensa alla morte tutti i giorni" e deve prendere una decisione che potrebbe cambiarle la vita: fare o no un doppio trapianto di polmoni.

Attenzione lettori: con la sua onestà Laura riesce a parlarci di cose che la maggior parte di noi pensa ma non dice.

La sua scrittura diretta fa sì che il lettore a volte si senta come un guardone che spia i suoi pensieri più intimi. Laura scrive: “non posso scrivere niente del mio futuro. Non posso neanche immaginarne uno perché ho paura che mi porti sfortuna”. Parla di amici che hanno avuto la FC e sono morti, ora si sente come “l’unica rimasta”; queste sono le cose più importanti di cui parla Laura nel libro, in questo modo si possono aiutare le persone che si domandano come è vivere con una malattia come la FC. E’ rassicurante per noi che siamo malati di FC sapere che non siamo soli; quando la salute di Laura inizia a peggiorare scrive: “Ecco quello che ottengo vivendo più a lungo invece di avere mille dollari, una macchina, o almeno fare shopping senza freni, avere dei fiori o un premio ho solo più problemi medici.” Perdita, dolore, colpevolezza, solitudine, essere lasciata da parte o dimenticata, paura di fare progetti per il futuro: queste sono solo alcune delle emozioni che Laura esprime eloquentemente quando considera di effettuare un trapianto.

Scrive: “Forse è ora. Devo essere forte fisicamente ed emotivamente, ma devo essere pronta. Devo convincermi che non ho altra scelta e non sono sicura che ci sarò ancora”.

Soltanto un mese dopo decide di fare il trapianto, racconta il terribile periodo di attesa della telefonata per dirle che avevano trovato i polmoni mentre la sua salute peggiora drasticamente. Laura combatte con profonda solitudine e tristezza mentre la vita va avanti intorno a lei; un minuto viene circondata dagli amici ma il minuto dopo quelli che non lo fanno la feriscono. Ammette: “ Ciò che più mi spaventa ora è la solitudine….Non voglio essere un compito seccante nella lista di cose da fare.” Credo che questa sia una preoccupazione comune a molti malati di FC.

A dir la verità ho provato a leggere Respirare per Vivere un’altra volta; sono arrivato fino pagina 54 poi mi sono fermato, so benissimo perché mi sono fermato, mi sentivo a disagio. Da una parte mi sentivo come un automobilista ficcanaso che si ferma a guardare un brutto incidente, so che non dovrei guardare eppure voglio vedere cosa succede; poi ho perso la pazienza e non sono più stato molto comprensivo nei confronti di Laura come credevo. A costo di sembrare critico e onesto credo che l’autrice si autocommiseri e pensi che sia tutto dovuto, Laura ha sicuramente vissuto una vita privilegiata che le ha evitato molti problemi che devono affrontare i malati di FC, come problemi finanziari e responsabilità quotidiane. Ha avuto un enorme sostegno ma non credo che se ne sia resa conto, sono stato sorpreso dal fatto che il donatore di Laura sia stato nominato poco, il fatto di avere avuto due nuovi polmoni perché qualcuno era morto sembrava non avere più importanza.

Devo ammettere che c’erano molti spazi vuoti che avrei voluto riempire; per esempio sappiamo tutto a proposito delle complicazioni e delle crisi di rigetto che Laura ha dovuto affrontare mesi dopo il trapianto ma non sappiamo niente delle settimane iniziali con i suoi nuovi polmoni, verso la fine del libro scopriamo anche che Laura si è innamorata ma non sappiamo come, quando o dove. Ha fornito così tanti dettagli, mi sembra strano che non abbia messo nessun particolare a proposito dell’uomo misterioso che ha conquistato il suo cuore; in fine il capitolo cinque (61 pagine- 25% del libro) è dedicato alle testimonianze di amici e familiari riguardo la dura prova di Laura dove viene spiegato come hanno affrontato la situazione. Chiamatemi insensibile ma uno o due capitoli sarebbero stati sufficienti, ho trovato questi ricordi ripetitivi e tedianti piuttosto che commoventi.

Tra tutte le recensioni presenti sulla copertina del libro l’unica nella quale mi identifico è questa: “ l’eco della sua voce continua a essere presente nella mente del lettore molto tempo dopo aver finito il libro”. E’ vero: le parole di Laura erano un peso enorme che ho portato con me per giorni dopo aver finito di leggere il suo libro, sperando e pregando di non dover mai respirare per vivere.


Pubblicato da:
Hyperion Special Markets
77 West 66th Street
New York, NY 10021
www.HyperionBooks.com


ISBN 1-4013-0059-6

 
 

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